Contus de Memoria Decimoputzu

Progetto finanziato tramite la L.R. n. 26 del 1997

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San Basilio Magno

I festeggiamenti in onore di san Basilio Magno, celebrato la seconda domenica di settembre, si sono profondamente modificati nel corso degli anni. Il sabato mattina la popolazione portava in processione la Madonna fino alla chiesa rurale di San Basilio, dove vi era ad attenderla il simulacro del santo. L’incontro tra i due era contrassegnato da una serie di inchini, secondo alcuni due, secondo altri tre; posti i simulacri uno accanto all’altro, il corteo dei fedeli raggiungeva la chiesa dove il sacerdote officiava la santa messa. Particolarmente gradito era l’intrattenimento del sabato pomeriggio con lo svolgimento della corsa dei cavalli e della pariglia. Era uno spettacolo cui nessuno poteva rinunciare e, per chi vi gareggiava, costituiva la possibilità di vincere un premio in denaro, la cui entità dipendeva dalla ricchezza della questua: «Is obreris creavano la pista nello spazio dedicato alla festa e il sabato pomeriggio si organizzava la corsa dei cavalli e la pariglia, eseguita da persone di Decimoputzu. A seconda dei soldi raccolti dal comitato si poteva anche vincere del denaro». La sera era allietata da is cantadas, cui partecipava l’intera collettività.
La domenica si svolgeva un’intensa attività religiosa, contraddistinta da tre messe e da una solenne processione. Momento particolarmente suggestivo era la cerimonia di saluto tra san Basilio e la Madonna, che si svolgeva sul far della sera: «All’uscita della chiesa di San Basilio i due santi erano sistemati uno accanto all’altra, il sacerdote si metteva tra i due e dava loro la benedizione; poi si girava e benediceva la popolazione che doveva seguire la santa. La accompagnava al ponte dove, eseguito l’ultimo inchino, san Basilio ritornava indietro con il sacerdote, mentre la Madonna faceva rientro nel paese con i fedeli». Giunta nella chiesa parrocchiale ormai a sera inoltrata, la popolazione assisteva alla santa messa, cui, sul tardi, seguivano i festeggiamenti civili con i fuochi d’artificio e la gara poetica. Le celebrazioni si concludevano il lunedì.
Vista la lontananza della località rurale di San Basilio dal centro abitato, la popolazione raggiungeva la festa con i carri e c’era anche chi vi si trasferiva fino alla sua conclusione: «Le persone andavano con il carretto e c’era chi rimaneva lì anche a dormire». Anche is obreris, i componenti del comitato, in genere composto da quattro persone, trascorrevano i giorni della festa nella località di San Basilio, dove disponevano di una casetta nella quale riunirsi per la cena e trascorrere la notte. La festa era molto rinomata anche presso altri paesi, principalmente del Sulcis, dai quali giungevano, a bordo di carretti, molti fedeli che erano accolti, per tutta la durata delle celebrazioni, in piccoli loggiati dislocati nella zona: «Arrivavano tantissime persone dal Sulcis; c’era una casetta per i componenti del comitato e lungo la strada, accanto al muretto, vi erano tanti loggiati dove dormivano i forestieri, i venditori di nocciole e di torrone». In questa occasione ci si riuniva per trascorrere del tempo insieme e per tutti era possibile gustare un pranzo più ricco del solito: la pasta fatta in casa condita con il ragù e un secondo piatto a base di carne di pecora, agnello o maialetto: «Mio padre diceva “figli miei, noi non ci concediamo mai nulla, almeno andiamo alla festa, mangiamo la pastasciutta in uno dei loggiati e festeggiamo lì tutti insieme!”». Era frequente anche l’acquisto del pesce, che veniva poi arrostito e consumato direttamente dalle famiglie nei tendoni allestiti appositamente per la festa.
La centralità della festività e la dedizione a san Basilio sono ben esemplificate dai mutetus composti in suo onore, cantati in occasione della celebrazione, nonché nel corso di tutto l’anno, durante il duro lavoro nei campi: «De is santus chi adoru prus a santu Basili chi est santu de adorai, de is santus chi adoru ses unu frori civili de portai in su coru, prus a santu Basili de portai in su coru ses unu frori civili, chi santu de adorai ses unu frori civili in su coru de portai», il quale letteralmente significa “dei santi che adoro, il più adorato è san Basilio, il quale è un santo da adorare; dei santi che adoro sei un fiore civile da portare nel cuore, il più adorato è san Basilio da portare nel cuore, sei un fiore civile, poiché sei santo da adorare e sei un fiore civile nel cuore da portare”.

 

1 San Basilio Magno.
2 Processione in onore di san Basilio.
3 1962. San Basilio e la Madonna portati in processione dai fedeli.
4 1962. Processione dei fedeli in onore di san Basilio Magno.
5 1962. Le statue di san Basilio e della Madonna portate in processione dai fedeli.
6 Anni Sessanta. Famiglie riunite per condividere il pranzo durante la festa.
7 Anni Sessanta. Famiglie riunite per condividere il pranzo durante la festa.
8 Vestizione di san Basilio.
9 La Madonna all’uscita della chiesa parrocchiale.
10 Il giogo di buoi traina il cocchio della Madonna fino alla località San Basilio.
11 Il simulacro di san Basilio, all’uscita della chiesa omonima, prima dell’incontro con la Madonna.
12 Incontro tra san Basilio Magno e la Madonna.
13 I simulacri di san Basilio e della Madonna, posti uno accanto all’altro dopo l’incontro, sono portati in processione verso la chiesa.
14 Arrivo della statua di san Basilio nella chiesa omonima.
15 Arrivo della statua della Madonna nella chiesa di San Basilio.

 

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